Sezione 00
Benessere e gestione dello stress
Sezione 01
Introduzione
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Il tema del benessere e della gestione dello stress si collega direttamente al mentoring creativo, poiché le relazioni di mentoring si basano sulla fiducia, sulla continuità e sulla creazione di uno spazio protetto per la riflessione e lo scambio. Un mentoring efficace richiede tempo, disponibilità emotiva e una consapevolezza condivisa dei limiti e delle risorse personali. Senza attenzione al benessere, il mentoring rischia di diventare puramente orientato alla performance, trascurando le dimensioni umane che rendono possibile l’apprendimento.
In contesti educativi e socio-culturali più ampi, cresce la necessità di riconoscere lo stress come un problema strutturale piuttosto che come un fallimento individuale. I settori creativi, in particolare, tendono a normalizzare il sovraccarico, l’insicurezza e la competizione, spesso lasciando gli individui privi di strumenti adeguati per riconoscere i momenti di crisi o per cercare supporto. Affrontare il benessere nei processi di formazione e mentoring rappresenta quindi una responsabilità sia pedagogica che etica.
L’approccio di MULAB integra metodi esperienziali tratti dal teatro, dal lavoro di gruppo e dalle pratiche di facilitazione. Questi metodi considerano l’esperienza corporea, la consapevolezza emotiva e le dinamiche relazionali come punti di partenza per l’autoconsapevolezza e la resilienza. Attraverso pratiche che coltivano fiducia, empatia e presenza, i partecipanti sono incoraggiati a esplorare il proprio paesaggio interiore nel momento presente, imparando al contempo a sintonizzarsi con gli stati emotivi degli altri.
Sezione 02
Strumenti e risorse
CARE: Cultura per la salute mentale (Culture Action Europe)
CARE è un’iniziativa europea che esplora come le arti e la cultura possano promuovere la salute mentale e il benessere, in particolare tra i giovani e i professionisti del settore culturale.
Il progetto offre attività di formazione, workshop, scambi di esperti e risorse digitali che incoraggiano la collaborazione tra i settori culturale, sanitario e sociale. In un contesto di mentoring, queste risorse possono aiutare i mentori a introdurre approcci creativi al benessere, facilitare le discussioni sulla salute mentale e rafforzare la resilienza e l’inclusione sociale dei partecipanti.
I materiali sono adatti sia al mentoring individuale che di gruppo, supportando ambienti di apprendimento formali e non formali in cui sono incoraggiate la riflessione, la collaborazione e la partecipazione creativa.
Piattaforma Cultura e Salute (Culture Action Europe)
Kit di strumenti per la salute mentale e il benessere – EURORDIS
Il Toolkit per la Salute Mentale e il Benessere è una risorsa ad accesso libero che offre strategie pratiche, esercizi di riflessione e approcci di supporto tra pari per rafforzare la resilienza emotiva e gestire lo stress. Sebbene sviluppato in un contesto sanitario, i suoi strumenti sono facilmente trasferibili a contesti di mentoring e apprendimento creativo.
In un contesto di mentoring, i mentori possono utilizzare il toolkit per supportare le conversazioni sul benessere, incoraggiare l’autoriflessione e sviluppare le capacità di adattamento e di cura di sé dei partecipanti.
Le attività sono adatte sia al mentoring individuale che di gruppo, supportando ambienti di apprendimento formali, non formali e basati sulla comunità in cui il benessere emotivo, la resilienza e il supporto reciproco sono obiettivi di apprendimento chiave.
Cultura per la salute – Revisione delle evidenze (UE)
Questa revisione europea delle evidenze scientifiche esamina l’impatto della partecipazione culturale sul benessere fisico e mentale, presentando risultati basati sulla ricerca sui legami tra cultura, inclusione sociale e risultati in termini di salute.
In un contesto di mentoring, può aiutare mentori ed educatori a sviluppare attività basate su evidenze scientifiche, giustificare l’uso di approcci creativi e incoraggiare la discussione sui benefici più ampi dell’impegno culturale.
Sebbene sia principalmente una risorsa di riferimento piuttosto che un kit di strumenti pratici, può fornire spunti per la progettazione di attività di mentoring sia individuali che di gruppo. È particolarmente adatta ad ambienti di apprendimento formali, non formali e professionali incentrati sullo sviluppo di programmi, sulla formazione e sulla promozione.
OMS – RAPPORTO DI SINTESI DELLA RETE DI PROVE SANITARIE 67
Questo rapporto dell’OMS sintetizza le evidenze provenienti da oltre 3.000 studi sul ruolo delle arti nella promozione della salute e del benessere, con particolare attenzione alla Regione europea dell’OMS. Dimostra come le attività artistiche e culturali contribuiscano alla prevenzione delle malattie, alla promozione della salute e alla gestione della salute fisica e mentale durante tutto l’arco della vita.
In un contesto di mentoring, il rapporto fornisce una solida base di evidenze per integrare le pratiche creative nei programmi di mentoring e per supportare le discussioni sul benessere e l’inclusione sociale.
È particolarmente adatto al mentoring individuale e di gruppo in contesti di apprendimento formali, non formali e professionali, in particolare per la pianificazione dei programmi e la formazione dei mentori.
Centro di assistenza culturale (CCW)
Il Centro per il Benessere Culturale (CCW) è un centro di competenza italiano senza scopo di lucro che promuove la relazione tra cultura, salute e benessere attraverso la ricerca, le pubblicazioni, gli eventi pubblici e le attività di Capacity Building. Le sue risorse esplorano come la partecipazione culturale possa supportare la salute mentale, l’inclusione sociale e la qualità della vita, offrendo al contempo spunti metodologici sugli approcci al benessere culturale.
In un contesto di mentoring, i mentori possono utilizzare gli articoli e le pubblicazioni del Centro per approfondire la loro comprensione del benessere culturale, orientare la progettazione dei programmi e ispirare discussioni riflessive sul valore delle pratiche artistiche.
Le risorse sono adatte sia al mentoring individuale che di gruppo, supportando ambienti di apprendimento formali, non formali e professionali incentrati sull’apprendimento permanente e sul benessere.
Voci di Cultura – Dialoghi su Cultura e Benessere
I rapporti “Voci della Cultura – Dialoghi su Cultura e Benessere” presentano i risultati di discussioni strutturate tra la Commissione europea e i rappresentanti dei settori culturali e creativi. Esplorano temi quali il benessere dei giovani, la partecipazione culturale, la resilienza e il ruolo della cultura nella costruzione di società inclusive, offrendo raccomandazioni politiche e prospettive strategiche.
In un contesto di mentoring, questi rapporti possono aiutare i mentori a comprendere il quadro politico più ampio, a orientare lo sviluppo di attività di mentoring basate sulla cultura e a incoraggiare una discussione critica sul benessere e la partecipazione.
Sono adatti sia al mentoring individuale che di gruppo, supportando ambienti di apprendimento formali, non formali e professionali, in particolare per la formazione dei mentori e la progettazione di programmi.
Modello P2CC per i percorsi di carriera creativa
Il modello Creative Careers Pathway utilizza profili e fasi facilmente comprensibili per aiutare mentori e allievi a tracciare percorsi creativi. Evidenzia percorsi e opportunità di sviluppo, rendendo più agevole la crescita professionale nei settori culturali e creativi.
Sezione 03
Risorse intertematiche
Report Io Sono Cultura 2025
Io Sono Cultura 2025, edito da Fondazione Symbola e Unioncamere, offre una panoramica aggiornata...
Dettagli
Io Sono Cultura 2025, pubblicato da Fondazione Symbola e Unioncamere, offre una panoramica aggiornata dell’economia culturale e creativa italiana, evidenziando il contributo della cultura al benessere individuale e collettivo. Il rapporto esplora temi quali la salute mentale dei giovani, l’inclusione sociale e lo sviluppo delle competenze socio-emotive, dimostrando come la partecipazione ad attività culturali rafforzi la resilienza, la coesione sociale e l’impegno civico.
In un contesto di mentoring, aiuta i mentori a inquadrare la pratica creativa in prospettive sociali e comunitarie più ampie, incoraggiando l’apprendimento collaborativo e la partecipazione inclusiva.
Il rapporto è particolarmente utile per il mentoring di gruppo e per gli ambienti di apprendimento formali e non formali basati sulla comunità, dove la creatività può promuovere l’impatto sociale, l’inclusione e il benessere condiviso.
Rosetta Arts
Rosetta Arts è un centro artistico comunitario nell'East London che offre programmi di arti visive inclusivi che promuovono la creatività, il benessere e l'accesso a carriere creative...
Dettagli
Rosetta Arts è un centro artistico comunitario nell’East London che offre programmi di arti visive inclusivi che promuovono la creatività, il benessere e l’accesso alle carriere creative. Attraverso workshop, tutoraggio, mostre e progetti collaborativi, crea opportunità per persone di tutte le età e provenienze per sviluppare competenze, fiducia e connessioni sociali.
In un contesto di tutoraggio, i suoi programmi dimostrano come la pratica creativa possa rafforzare il benessere promuovendo al contempo l’inclusione, la partecipazione della comunità e l’apprendimento socialmente impegnato.
L’organizzazione fornisce validi esempi di tutoraggio integrato in processi artistici collaborativi, risultando particolarmente rilevante per il tutoraggio di gruppo in ambienti di apprendimento comunitari, non formali e informali, dove creatività, uguaglianza e impatto sociale sono strettamente interconnessi.
Fondazione Patrizio Paoletti
La Fondazione Patrizio Paoletti è un'organizzazione educativa e di ricerca senza fini di lucro dedicata al progresso delle neuroscienze, della psicopedagogia...
Dettagli
La Fondazione Patrizio Paoletti è un’organizzazione di ricerca e formazione senza scopo di lucro dedicata alla promozione delle neuroscienze, della psicopedagogia, dell’apprendimento permanente e dello sviluppo sociale. Attraverso programmi educativi basati su evidenze scientifiche, formazione e ricerca, promuove il benessere emotivo, le competenze per la vita, la consapevolezza di sé e la responsabilità collettiva in contesti scolastici, comunitari e professionali.
In un contesto di mentoring, le sue risorse possono aiutare i mentori a rafforzare le competenze socio-emotive, facilitare la pratica riflessiva e promuovere l’apprendimento collaborativo.
L’approccio interdisciplinare della Fondazione crea forti legami tra benessere, inclusione, uguaglianza e impegno comunitario, rendendo i suoi materiali adatti sia al mentoring individuale che di gruppo in contesti di apprendimento formali, non formali e comunitari.
Associazione Agave
"A.G.A.V.E. (Associazione Giovani Adulti Volontari Europei) è un'organizzazione italiana senza scopo di lucro...
Dettagli
L’Associazione A.G.A.V.E. è un’organizzazione italiana senza scopo di lucro dedicata alla promozione e alla tutela della salute mentale attraverso la sensibilizzazione, l’educazione, la prevenzione e la ricerca. Riunendo professionisti di diverse discipline, sviluppa iniziative che incoraggiano il benessere mentale, riducono lo stigma e rafforzano il coinvolgimento della comunità, con particolare attenzione ai giovani e ai gruppi vulnerabili.
In un contesto di mentoring, il suo lavoro offre una preziosa fonte di ispirazione per la creazione di relazioni sicure, inclusive e di supporto, sottolineando l’importanza della collaborazione tra mentori, comunità e professionisti della salute mentale.
Le sue risorse sono adatte sia al mentoring individuale che di gruppo, supportando ambienti di apprendimento formali e non formali basati sulla comunità, dove benessere, inclusione, uguaglianza e partecipazione attiva sono strettamente connessi.
Interventi di arte creativa per la gestione e la prevenzione dello stress
Questa disamina sistematica esamina l'efficacia degli interventi artistici creativi (tra cui arte, musica, danza/movimento e teatro) nella prevenzione e nella riduzione dello stress...
Dettagli
Questa disamina sistematica esamina l’efficacia degli interventi artistici creativi (tra cui arte, musica, danza/movimento e teatro) nella prevenzione e nella riduzione dello stress. Basandosi su dati provenienti da 37 studi, la maggior parte dei quali studi clinici randomizzati controllati, dimostra che gli approcci artistici creativi possono migliorare significativamente la gestione dello stress e il benessere emotivo.
In un contesto di mentoring, l’articolo fornisce una giustificazione basata sull’evidenza per integrare le attività creative nei programmi di mentoring al fine di promuovere la resilienza, l’espressione di sé e la pratica riflessiva.
Sottolinea inoltre il valore delle esperienze artistiche collaborative nel rafforzare la connessione sociale e l’inclusione, rendendole rilevanti sia per il mentoring individuale che di gruppo in contesti di apprendimento formali, non formali e comunitari, in particolare laddove la creatività supporta il benessere e l’impatto sociale.
Sezione 04
Attività correlate all'argomento
Contesto e premesse del workshop
Le seguenti attività sono pensate per affrontare il benessere e la gestione dello stress attraverso pratiche semplici e trasferibili, radicate nella formazione teatrale e nella facilitazione di gruppo. Si basano sull’esperienza dello Skopje Co-Production Lab e sulle risposte dei partecipanti, che hanno evidenziato la necessità di spazi sicuri, fiducia, consapevolezza emotiva e tempo per costruire relazioni significative all’interno di contesti di apprendimento creativo e di mentoring.
I percorsi creativi spesso espongono gli individui all’incertezza, alla pressione della performance e alla vulnerabilità emotiva. Questi esercizi mirano a supportare mentori ed educatori nella creazione di ambienti in cui i partecipanti si sentano sicuri di esprimersi, di riconoscere i segnali di stress e di sviluppare la consapevolezza di sé. Piuttosto che concentrarsi sulla performance o sui risultati, le attività danno priorità alla presenza, all’ascolto e alle dinamiche relazionali.
Ciascun esercizio può essere svolto in un lasso di tempo medio di 30 minuti e tutti possono essere adattati a diverse dimensioni di gruppo e contesti, inclusi quelli non teatrali.
Non è richiesta alcuna attrezzatura specializzata e tutte le attività possono essere facilitate da mentori o educatori senza una formazione teatrale formale. Sono incluse domande per riflettere allo scopo di incoraggiare l’elaborazione individuale e collettiva, aiutando i partecipanti a collegare l’esperienza corporea con le loro pratiche creative o di apprendimento quotidiane.
Costruire uno spazio sicuro
Dettagli completi dell'attività
Fase 1: I partecipanti si dispongono in cerchio. Il facilitatore invita il gruppo a concordare alcuni principi condivisi per la sessione (ad esempio, riservatezza, rispetto, ascolto senza giudizio).
Fase 2: Un partecipante alla volta fa un piccolo passo nel cerchio, dice il proprio nome ed esegue un semplice gesto non verbale che esprime come si sente in quel momento. Il gruppo imita il gesto.
Fase 3: Momento di riflessione collettiva in cerchio.
L’esercizio favorisce la fiducia e crea uno spazio protetto in cui le emozioni vengono riconosciute senza spiegazioni o valutazioni. Aiuta i partecipanti a sentirsi visti e supportati, riducendo la tensione iniziale e creando le condizioni per una partecipazione aperta.
Durata: 30 minuti (da aumentare in base al numero di partecipanti)
Nota per i facilitatori: Le attività presentate sono progettate per affrontare il benessere e la gestione dello stress attraverso pratiche semplici e trasferibili, radicate nella formazione teatrale e nella conduzione di gruppo.
Si basano sull’esperienza dello Skopje Co-Production Lab e sulle risposte dei partecipanti, che hanno evidenziato la necessità di spazi sicuri, fiducia, consapevolezza emotiva e tempo per costruire relazioni significative all’interno di contesti di apprendimento creativo e di mentoring.
I percorsi creativi spesso espongono gli individui all’incertezza, alla pressione della performance e alla vulnerabilità emotiva. Questi esercizi mirano a supportare mentori ed educatori nella creazione di ambienti in cui i partecipanti si sentano sicuri di esprimersi, di riconoscere i segnali di stress e di sviluppare l’autoconsapevolezza. Piuttosto che concentrarsi sulla performance o sui risultati, le attività privilegiano la presenza, l’ascolto e le dinamiche relazionali.
Ogni esercizio può essere svolto in un lasso di tempo medio di 30 minuti e tutti possono essere adattati a diverse dimensioni di gruppo e contesti, compresi quelli non teatrali. Non è richiesta alcuna attrezzatura specializzata e tutte le attività possono essere facilitate da mentori o educatori senza una formazione teatrale formale. Sono incluse domande per riflettere per incoraggiare l’elaborazione individuale e collettiva, aiutando i partecipanti a collegare l’esperienza corporea con le loro pratiche creative o di apprendimento quotidiane.
Domande per riflettere
- Cosa hai notato riguardo alla sensazione di essere rispecchiato dal gruppo?
- In che modo avere accordi condivisi influisce sul tuo senso di sicurezza?
- Come potresti ricreare questo senso di sicurezza nei tuoi contesti di apprendimento o di lavoro quotidiani?
Ascoltare con il corpo
Dettagli completi dell'attività
Fase 1: I partecipanti lavorano in coppia. Una persona parla per due minuti di una sfida attuale, mentre l’altra ascolta senza interrompere, concentrandosi su postura, respirazione e attenzione.
Fase 2: Chi ascolta poi riflette un’emozione che ha percepito, senza interpretazioni o consigli.
Fase 3: La coppia si scambia i ruoli.
Fase 4: Momento di riflessione collettiva in cerchio.
Questo esercizio rafforza l’empatia, la presenza e l’ascolto non giudicante, favorendo la consapevolezza sia del proprio stato emotivo che di quello degli altri.
Durata: 30 minuti
Nota per i facilitatori: Le attività presentate sono progettate per affrontare il benessere e la gestione dello stress attraverso pratiche semplici e trasferibili, radicate nella formazione teatrale e nella conduzione di gruppo.
Si basano sull’esperienza dello Skopje Co-Production Lab e sulle risposte dei partecipanti, che hanno evidenziato la necessità di spazi sicuri, fiducia, consapevolezza emotiva e tempo per costruire relazioni significative all’interno di contesti di apprendimento creativo e di mentoring.
I percorsi creativi spesso espongono gli individui all’incertezza, alla pressione della performance e alla vulnerabilità emotiva. Questi esercizi mirano a supportare mentori ed educatori nella creazione di ambienti in cui i partecipanti si sentano sicuri di esprimersi, di riconoscere i segnali di stress e di sviluppare l’autoconsapevolezza. Piuttosto che concentrarsi sulla performance o sui risultati, le attività privilegiano la presenza, l’ascolto e le dinamiche relazionali.
Ogni esercizio può essere svolto in un lasso di tempo medio di 30 minuti e tutti possono essere adattati a diverse dimensioni di gruppo e contesti, compresi quelli non teatrali. Non è richiesta alcuna attrezzatura specializzata e tutte le attività possono essere facilitate da mentori o educatori senza una formazione teatrale formale. Sono incluse domande per riflettere per incoraggiare l’elaborazione individuale e collettiva, aiutando i partecipanti a collegare l’esperienza corporea con le loro pratiche creative o di apprendimento quotidiane.
Domande di riflessione
1. Cosa c’era di difficile nell’ascoltare senza rispondere?
2. Quanto accurata ti è sembrata la riflessione emotiva?
3. In che modo l’ascolto concreto differisce dalla conversazione quotidiana?
Improvvisare nell'incertezza
Dettagli completi dell'attività
Fase 1: In piccoli gruppi, i partecipanti improvvisano una breve scena silenziosa in cui accade qualcosa di inaspettato. Sono invitati ad accettare e sviluppare ogni cambiamento, anziché resistervi. L’attenzione è focalizzata sull’adattabilità piuttosto che sulla coerenza narrativa.
Fase 2: Momento di riflessione in cerchio.
L’esercizio utilizza l’improvvisazione come metafora per affrontare l’incertezza e lo stress nelle carriere creative.
Durata: 30 minuti
Nota per i facilitatori: Le attività presentate sono progettate per affrontare il benessere e la gestione dello stress attraverso pratiche semplici e trasferibili, radicate nella formazione teatrale e nella facilitazione di gruppo. Si basano sull’esperienza dello Skopje Co-Production Lab e sulle risposte dei partecipanti, che hanno evidenziato la necessità di spazi sicuri, fiducia, consapevolezza emotiva e tempo per costruire relazioni significative all’interno di contesti di apprendimento creativo e di mentoring.
I percorsi creativi spesso espongono gli individui all’incertezza, alla pressione della performance e alla vulnerabilità emotiva. Questi esercizi mirano a supportare mentori ed educatori nella creazione di ambienti in cui i partecipanti si sentano sicuri di esprimersi, riconoscere i segnali di stress e sviluppare la consapevolezza di sé. Piuttosto che concentrarsi sulla performance o sui risultati, le attività privilegiano la presenza, l’ascolto e le dinamiche relazionali.
Ogni esercizio può essere svolto in media in 30 minuti e tutti possono essere adattati a diverse dimensioni di gruppo e contesti, inclusi quelli non teatrali. Non è richiesta alcuna attrezzatura specializzata e tutte le attività possono essere facilitate da mentori o educatori senza una formazione teatrale specifica. Sono incluse domande per riflettere per incoraggiare l’elaborazione individuale e collettiva, aiutando i partecipanti a collegare l’esperienza corporea con le loro pratiche creative o di apprendimento quotidiane.
Domande per riflettere
1. Cosa ti ha aiutato a rimanere presente quando le cose cambiavano?
2. Come ha reagito il tuo corpo all’incertezza?
3. In quali ambiti della tua vita professionale sperimenti un’incertezza simile?
Riconoscere i segnali di stress
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Fase 1: Individualmente, i partecipanti identificano dove avvertono lo stress nel loro corpo.
Fase 2: Traducono questa sensazione in una semplice forma o movimento fisico.
Fase 3: In coppia, condividono il movimento e vengono imitati dall’altra persona.
Fase 4: Ogni coppia si scambia i ruoli di condivisione e imitazione.
Fase 5: Momento di riflessione in cerchio.
Questa attività favorisce l’autoconsapevolezza e il riconoscimento precoce dei segnali di stress, incoraggiando la cura piuttosto che la repressione.
Durata: 30 minuti
Nota per i facilitatori: Le attività presentate sono progettate per affrontare il benessere e la gestione dello stress attraverso pratiche semplici e trasferibili, radicate nella formazione teatrale e nella conduzione di gruppo.
Si basano sull’esperienza dello Skopje Co-Production Lab e sulle risposte dei partecipanti, che hanno evidenziato la necessità di spazi sicuri, fiducia, consapevolezza emotiva e tempo per costruire relazioni significative all’interno di contesti di apprendimento creativo e di mentoring.
I percorsi creativi spesso espongono gli individui all’incertezza, alla pressione della performance e alla vulnerabilità emotiva. Questi esercizi mirano a supportare mentori ed educatori nella creazione di ambienti in cui i partecipanti si sentano sicuri di esprimersi, di riconoscere i segnali di stress e di sviluppare l’autoconsapevolezza. Piuttosto che concentrarsi sulla performance o sui risultati, le attività privilegiano la presenza, l’ascolto e le dinamiche relazionali.
Ogni esercizio può essere svolto in un lasso di tempo medio di 30 minuti e tutti possono essere adattati a diverse dimensioni di gruppo e contesti, compresi quelli non teatrali. Non è richiesta alcuna attrezzatura specializzata e tutte le attività possono essere facilitate da mentori o educatori senza una formazione teatrale formale. Sono incluse domande per riflettere per incoraggiare l’elaborazione individuale e collettiva, aiutando i partecipanti a collegare l’esperienza corporea con le loro pratiche creative o di apprendimento quotidiane.
Domande per riflettere
1. È stato facile o difficile localizzare fisicamente lo stress?
2. Come ti sei sentito quando la tua esperienza è stata rispecchiata?
3. Quali segnali potrebbero aiutarti a riconoscere lo stress prima nella vita quotidiana?
Richiesta di supporto
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Fase 1: I partecipanti si siedono in cerchio.
Fase 2: Ogni persona completa la frase: “Quando mi sento sopraffatto, ciò che mi aiuta è…”. I partecipanti possono passare se preferiscono.
Fase 3: Momento di riflessione in cerchio.
L’esercizio normalizza la vulnerabilità e la ricerca di aiuto. Rinforza l’idea che il benessere sia relazionale e che il supporto sia una responsabilità condivisa nei contesti di apprendimento e mentoring.
Durata: 20 minuti (aumentare in base al numero di partecipanti)
Nota per i facilitatori: Le attività presentate sono progettate per affrontare il benessere e la gestione dello stress attraverso pratiche semplici e trasferibili, radicate nella formazione teatrale e nella facilitazione di gruppo.
Si basano sull’esperienza dello Skopje Co-Production Lab e sulle risposte dei partecipanti, che hanno evidenziato la necessità di spazi sicuri, fiducia, consapevolezza emotiva e tempo per costruire relazioni significative all’interno di contesti di apprendimento creativo e di mentoring.
I percorsi creativi spesso espongono gli individui all’incertezza, alla pressione della performance e alla vulnerabilità emotiva. Questi esercizi mirano a supportare mentori ed educatori nella creazione di ambienti in cui i partecipanti si sentano sicuri di esprimersi, di riconoscere i segnali di stress e di sviluppare l’autoconsapevolezza. Piuttosto che concentrarsi sulla performance o sui risultati, le attività privilegiano la presenza, l’ascolto e le dinamiche relazionali.
Ogni esercizio può essere svolto in un lasso di tempo medio di 30 minuti e tutti possono essere adattati a diverse dimensioni di gruppo e contesti, compresi quelli non teatrali. Non è richiesta alcuna attrezzatura specializzata e tutte le attività possono essere facilitate da mentori o educatori senza una formazione teatrale formale. Sono incluse domande per riflettere per incoraggiare l’elaborazione individuale e collettiva, aiutando i partecipanti a collegare l’esperienza corporea con le loro pratiche creative o di apprendimento quotidiane.
Domande di riflessione
1. Cosa ha reso più facile o più difficile la condivisione?
2. Quali somiglianze sono emerse tra le risposte?
3. In che modo gli spazi di mentoring possono supportare attivamente i comportamenti di ricerca di aiuto?
Sezione 05
Approfondimenti dal mentore
Martina G. Cipolletti
L'ascolto come pratica: etica, confini e consapevolezza corporea nel mentoring.
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"
In qualità di designer interdisciplinare, consulente relazionale e coach professionista, ciò che funziona più efficacemente per gestire lo stress quando si fa da mentore a giovani creativi è la normalizzazione consapevole della stanchezza, dei limiti e dell’incertezza. Innumerevoli creativi emergenti sperimentano stress non solo a causa di pressioni esterne, ma anche perché si sentono obbligati ad apparire competenti, eloquenti e in controllo in ogni momento. Legittimare attivamente l’incertezza permette di ridurre la pressione e ripristina la fiducia nel processo di apprendimento.
Al centro di questo approccio c’è l’ascolto autentico. Per i mentori in ambito creativo, l’ascolto attivo significa sospendere i preconcetti, mettere da parte il proprio ego artistico e resistere all’impulso di “sapere meglio” del mentee.
Richiede di diventare un tramite piuttosto che un protagonista, facilitando la capacità del mentee di identificare le proprie strategie, ritmi e obiettivi.
Ho anche imparato che spesso è necessario lavorare attraverso il corpo prima di lavorare attraverso il linguaggio.
Esempio: in una sessione di facilitazione di gruppo, una partecipante ha condiviso una situazione molto stressante e personale ed è stata sopraffatta emotivamente, monopolizzando lo spazio e aumentando il proprio disagio fino alle lacrime. Ho riconosciuto il suo disagio, l’ho invitata a quantificarlo su una scala da zero a dieci e ho guidato un breve esercizio di training autogeno che ha coinvolto tutto il gruppo. Una volta che la tensione corporea si è allentata, ho concluso chiedendo di visualizzare, senza condividere, una singola azione realizzabile che potesse ridurre il suo disagio di un punto. Ho quindi offerto supporto individuale durante la pausa e al di fuori del contesto di gruppo e ho ripreso la sessione.
Altrettanto cruciale è la consapevolezza dei confini professionali. Mentoring, counseling e psicoterapia sono pratiche distinte. La supervisione continua e lo sviluppo professionale costante sono imprescindibili per i mentori, al fine di riconoscere quando il disagio supera l’ambito del mentoring. In questi casi, supporto attivamente il mentee nell’accesso a un’assistenza psicoterapeutica appropriata e, quando possibile, collaboro eticamente con altri professionisti. Il rispetto di questi limiti non è una restrizione, ma un prerequisito per un mentoring responsabile ed efficace che supporti realmente il benessere mentale.
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Massimo Varcione
Imparare, non esibirsi: una strategia per gestire lo stress.
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Quando uno studente di musica si blocca perché si sente “non abbastanza bravo”, l’aiuto dell’insegnante non è sempre sufficiente: quella distanza può aumentare la vergogna e la pressione. Ecco perché mi avvalgo di un compagno come supporto ravvicinato, una sorta di mentore “fianco a fianco”. Il primo passo è creare un ambiente privo di giudizi: siamo qui per imparare, non per dimostrare qualcosa. Si tratta di esercitarsi, non di esibirsi. Il risultato è duplice: lo studente che riceve aiuto impara che il blocco può essere superato; lo studente che offre aiuto rafforza le proprie capacità e la propria fiducia condividendo un metodo, non “dimostrando” di essere migliore. In poche sessioni l’atmosfera cambia: la difficoltà diventa qualcosa di cui si può parlare, non qualcosa da nascondere. Un altro punto chiave: la pressione aumenta quando un compito sembra “tutto in una volta”. Quindi lo suddivido in parti più piccole e fornisco strumenti di supporto (schemi, regole, esempi). Poi scelgo un punto di partenza semplice: l’obiettivo è far sì che qualcosa accada immediatamente. Quando le mani iniziano a muoversi, la mente smette di andare in tilt. Durante il lavoro fornisco un micro-feedback rapido, non una correzione completa, ma brevi segnali che guidano (“questo funziona”, “qui hai due opzioni”, “qui hai bisogno di un vincolo”). In questo modo lo studente non viene lasciato solo con l’ansia di rendersi conto troppo tardi di aver preso la direzione sbagliata. Alla fine, facciamo un riepilogo di un minuto: cosa ti ha sbloccato? cosa ti ha rallentato? cosa userai la prossima volta? Questa memorizzazione del processo costruisce fiducia nel metodo, non nel talento. Col tempo, gli studenti imparano a riconoscere i primi segnali di panico e sanno quale passo scegliere per riprendere il lavoro.
"
Anna Maria Piccoli
Fare le prove significa avere la libertà di sbagliare.
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In un momento storico che spinge la performance così forte, che consuma e brucia tutto rapidamente, ci concentriamo sul tempo necessario affinché il gesto si consolidi, con impegno e consapevolezza di sé, imparando al contempo a riconoscere e gestire stati di ansia e frustrazione. Incoraggiamo quindi gli studenti a ripetere i loro esercizi più volte, chiedendo al loro gruppo di pari, sulla base della comunicazione ecologica, di suggerire e correggere eventuali problemi. Questo costruisce fiducia e ascolto e prepara al confronto con il pubblico reale. Se si verifica un crollo emotivo, cosa piuttosto tipica nella pratica teatrale, dove le emozioni personali affiorano facilmente tra i professionisti, cerchiamo di affrontarlo con leggerezza e, non appena lo studente si è ripreso, lo invitiamo immediatamente a riprovare, sottolineando che l’obiettivo è prima di tutto divertirsi. Il nostro contesto nazionale non offre molte opportunità di carriera per gli attori, soprattutto per gli attori di teatro, quindi la frustrazione può essere significativa, soprattutto nel tempo. Cerchiamo di affrontare questo problema dimostrando tutte le possibili applicazioni e competenze che possono essere applicate socialmente attraverso una solida formazione teatrale, garantendo che tutti gli sforzi compiuti non siano mai vani. Il teatro è un facilitatore perché è prima di tutto uno sforzo di gruppo, qualcosa che facciamo insieme e che è impossibile fare da soli, e le relazioni che crea contribuiscono di per sé al benessere. Infatti, è anche uno strumento ampiamente utilizzato in medicina, per l’inclusione sociale e la gestione di gruppo.
"
Erica De Martini
Conoscere se stessi attraverso l'apprendimento socio-emotivo: un percorso verso il benessere e la gestione dello stress.
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Sezione 06
Documentazione
Galleria fotografica
Video
Sezione 07
Risultati del workshop online
Sessione di mentoring online
Riepilogo del workshop
La sessione mirava a inquadrare il benessere come condizione fondamentale per uno sviluppo creativo sostenibile e a rafforzare la capacità dei mentori di riconoscere lo stress, le dinamiche emotive e la complessità relazionale all’interno degli ambienti di apprendimento creativo.
Il workshop si è aperto con un’introduzione del team MuLab che ha delineato il contesto del progetto e il ruolo del benessere mentale e fisico nell’educazione e nella carriera creativa. I partecipanti sono stati invitati a considerare come lo stress sia spesso una caratteristica strutturale dei settori creativi caratterizzati da incertezza, competizione e condizioni di lavoro precarie. La sessione ha sottolineato l’importanza delle pratiche di autoconsapevolezza, del supporto collettivo e della capacità di riconoscere quando è necessario un aiuto professionale.
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Un intervento di apertura di Enrico Ferraro, Presidente del Consiglio per la Salute Mentale di ASL RM1, ha esplorato le dimensioni relazionali del mentoring e il loro impatto sul benessere psicologico degli studenti. Ferraro ha evidenziato tre fattori essenziali individuati dai giovani studenti: la competenza del mentore, la capacità di offrire una visione delle possibilità future e una relazione psicologicamente attenta. Ha sottolineato l’importanza dell’affetto come genuina curiosità verso lo studente, l’importanza della presenza all’interno della relazione educativa e la necessità per i mentori di analizzare le proprie reazioni emotive al fine di comprendere meglio i bisogni profondi degli studenti.
I partecipanti hanno poi preso parte a sessioni di gruppo basate sulla pratica riflessiva condivisa. Hanno discusso di situazioni difficili con gli studenti, dibattuto il concetto di “studente modello” e riflettuto sul ruolo degli errori nei processi di apprendimento. Diversi contributi hanno illustrato come le esperienze negative, come conflitti, frustrazioni o aspettative disattese, possano essere reinterpretate come opportunità di crescita, sia per i mentori che per i mentee. La discussione ha trovato un punto d’incontro sull’idea che le relazioni educative efficaci si basino su apertura, empatia e adattabilità piuttosto che su modelli comportamentali fissi. I momenti chiave del confronto hanno incluso lo scambio di esperienze reali di insegnamento/mentoring/formazione, la riflessione tra pari sulle reazioni emotive nei contesti di mentoring e la riformulazione collettiva del fallimento come risorsa di apprendimento. I materiali prodotti durante la sessione includevano le diapositive della presentazione del workshop, i materiali di riferimento del discorso di Ferraro e le riflessioni documentate delle discussioni di gruppo.
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